Dalla formazione accademica alla consulenza strategica in Proprietà Intellettuale
È questo il percorso di Francesco Fabio, che ha costruito la sua carriera professionale con una solida formazione e una profonda passione per l’innovazione e la tutela delle idee. Oggi è uno dei professionisti di riferimento nel campo della proprietà intellettuale nella Svizzera italiana.
Da oltre tre decenni opera nel campo della consulenza aziendale presso IPWay, società specializzata in proprietà intellettuale con una storia che affonda le radici in quasi 50 anni di attività, nata dalla continuità con Kemia S.A. Qui supporta aziende e professionisti nella protezione delle loro innovazioni: dalla registrazione dei marchi alla tutela dei brevetti, passando per il design e la contrattualistica, sia sul territorio nazionale che internazionale.
A metà strada tra diritto, business e innovazione, il lavoro nella consulenza in proprietà intellettuale consiste, dal punto di vista pratico, nel dare la giusta protezione alle idee, valutando le innovazioni, il loro potenziale di mercato e contribuendo a costruire strategie di tutela efficaci che trasformano le creazioni in asset strategici per le aziende.
Il processo parte sempre dall’analisi approfondita dell’innovazione, che può essere proposta da piccole startup innovative, aziende consolidate, inventori autonomi o professionisti. “Inizialmente il mio ruolo è quello di comprendere come funziona l’invenzione, a cosa è presente sul mercato, a quanto è già stato depositato per capire se è presente il carattere distintivo rispetto alla tecnica precedente”, spiega Francesco. “Portare un nuovo progetto nel mondo è il culmine di un lungo percorso di ricerca e sviluppo frutto di duro lavoro, e proprio come quando un neonato vede la luce per la prima volta, ha bisogno della giusta protezione”.
Segue poi la fase di scelta della strategia di registrazione più adeguata: un’attività che richiede di comprendere il mercato di riferimento, i territori su cui operare, le tempistiche e i costi. L’obiettivo è proteggere l’innovazione in modo efficace, garantendo al contempo la sostenibilità economica della strategia di tutela.
Alle competenze di base – nel caso di Francesco la proprietà intellettuale e la consulenza aziendale – è necessario affiancare una profonda conoscenza dei diversi settori industriali. “L’obiettivo è proteggere efficacemente l’innovazione, impedendo a soggetti terzi di sfruttarla senza autorizzazione e garantendo così una posizione di esclusiva. Con l’avvento di internet il passaparola viene amplificato moltissimo e di conseguenza il rischio di essere copiati aumenta”.
Non tutte le innovazioni sono brevettabili, però: “Possono essere tutelate solo quelle che forniscono una soluzione tecnica ad un problema”, precisa Francesco. Gli ambiti applicativi sono molto diversi: dai settori più tradizionali della meccanica fino a quelli in forte espansione del software e delle applicazioni informatiche basate sull’intelligenza artificiale, passando per la chimica, la farmaceutica e l’elettronica.
Il campo d’azione di Francesco comprende settori altamente tecnologici come la fisica applicata, l’ingegneria elettronica e l’ottica. La formazione acquisita e l’esperienza maturata rappresentano quindi la base essenziale per comprendere e valorizzare l’innovazione proposta dai clienti.
Inoltre, con un ruolo di cultore della materia presso università e scuole di specializzazione, Francesco ha contribuito a formare nuove generazioni di professionisti, trasmettendo la propria expertise e contribuendo alla crescita del settore della proprietà intellettuale.
Il contesto normativo svizzero ed europeo
Il lavoro di Francesco si svolge in un contesto normativo complesso e in continua evoluzione. La Svizzera dispone di un sistema solido di tutela della proprietà intellettuale, gestito dall’Istituto Federale della Proprietà Intellettuale (IPI)con sede a Berna, l’autorità competente per tutte le questioni concernenti marchi, brevetti, design e diritto d’autore.
“Operare nella Svizzera italiana significa muoversi tra diverse giurisdizioni”, spiega Francesco. “Da un lato abbiamo la normativa svizzera, regolata dalla Legge sulla Protezione dei Marchi (LPM) e dalla Legge sui Brevetti, dall’altro dobbiamo interfacciarci costantemente con il sistema europeo attraverso l’EUIPO (Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale) e le convenzioni internazionali come l’Accordo di Madrid per la registrazione internazionale dei marchi”.
Recentemente, la Svizzera ha rafforzato la protezione della designazione “Svizzera” con la legislazione Swissness, che tutela il valore del “marchio Svizzera” impedendo utilizzi abusivi. Nel luglio 2025 è inoltre entrata in vigore una revisione importante che introduce una procedura semplificata per la distruzione di piccoli invii di merce contraffatta, rendendo più efficiente la lotta contro l’importazione di contraffazioni.
“In Svizzera, proteggere un marchio per tre classi di prodotti o servizi durante un periodo di 10 anni costa CHF 450, mentre l’estensione della protezione a livello europeo tramite EUIPO richiede una strategia più articolata e costi diversi”, precisa Francesco. “Il nostro ruolo è anche quello di consigliare alle aziende quale percorso di tutela sia più adatto: deposito nazionale presso l’IPI, marchio dell’Unione Europea presso l’EUIPO, o registrazione internazionale tramite il sistema di Madrid”.
L’evoluzione della Proprietà Intellettuale nell’era digitale
Il settore della proprietà intellettuale sta vivendo una trasformazione profonda. Se fino a pochi anni fa la tutela riguardava principalmente invenzioni meccaniche e marchi tradizionali, oggi lo scenario è radicalmente cambiato con l’avvento del digitale e dell’intelligenza artificiale.
“Dallo spettro dell’intelligenza artificiale alla bioingegneria, fino al grafene e alla realtà aumentata: le innovazioni brevettabili oggi spaziano in ambiti che fino a poco tempo fa erano inimmaginabili”, osserva Francesco. “Questo richiede un aggiornamento continuo e la capacità di comprendere tecnologie sempre più complesse e interdisciplinari”.
Le competenze richieste si stanno evolvendo rapidamente. Oltre alla padronanza delle normative italiana, europea e internazionale sui marchi e brevetti, diventa cruciale comprendere le nuove tecnologie, saper valutare la brevettabilità di innovazioni digitali, capire le implicazioni strategiche delle diverse scelte di protezione e saper comunicare in modo efficace con inventori e imprenditori di background molto diversi.
“Il consulente in proprietà intellettuale deve essere oggi un professionista completo: deve avere competenze legali, comprendere le tecnologie, conoscere i mercati e saper costruire strategie di business”, riflette Francesco. “Non si tratta più solo di registrare un marchio o un brevetto, ma di costruire una strategia integrata di valorizzazione degli asset immateriali”.
Dalla strategia alla tutela: costruire valore attraverso la Proprietà Intellettuale
Uno degli aspetti più affascinanti e complessi del lavoro in IPWay è accompagnare le aziende in tutte le fasi del ciclo di vita della proprietà intellettuale: dalla pianificazione iniziale alla gestione del portafoglio, fino alla difesa in caso di contraffazione.
“Attraverso uno studio approfondito della realtà aziendale del cliente, possiamo scegliere insieme quale pratica di registrazione è più adeguata per il suo mercato”, spiega Francesco. “Marchi, brevetti, design e copyright richiedono strategie diverse e hanno tempistiche e costi differenti. Il nostro compito è trovare la soluzione ottimale per ogni singolo caso”.
Questo approccio personalizzato rappresenta proprio il valore aggiunto di professionisti come Francesco: tradurre l’innovazione in protezione concreta, mantenendo un equilibrio tra tutela massima e sostenibilità economica, con particolare attenzione al contesto specifico di ogni cliente.
La dimensione internazionale è oggi fondamentale. “Con anni di esperienza su territorio Svizzero e internazionale, possiamo soddisfare ogni settore aziendale e ogni tipologia, dalle startup alle aziende più storiche, contribuendo all’implemento del loro valore e all’entrata in nuovi mercati”, sottolinea Francesco. “In un mercato globalizzato, la protezione deve essere pensata fin dall’inizio con una visione internazionale”.
La Svizzera, pur non facendo parte dell’Unione Europea, mantiene stretti rapporti di cooperazione con l’EUIPO attraverso accordi bilaterali e partecipa attivamente alle convenzioni internazionali. Questo permette alle aziende svizzere di beneficiare di procedure semplificate per la protezione nei mercati europei e internazionali, un aspetto fondamentale per il tessuto imprenditoriale del Canton Ticino, che rappresenta un ponte naturale tra la Svizzera e l’Italia.
L’importanza strategica della Proprietà Intellettuale per le aziende
Quando si parla di proprietà intellettuale, Francesco mantiene sempre un approccio pragmatico e orientato al business.
“In Svizzera, l’innovazione è un valore. Ma è anche un rischio, se non viene protetta”, afferma. “Le aziende più brillanti non sono solo quelle che creano, ma anche quelle che sanno proteggere e valorizzare ciò che hanno creato. Proteggere la proprietà intellettuale non è obbligatorio, ma conoscere le regole del gioco sì”.
La questione della tempestività è fondamentale. In un mercato molto concorrenziale, distinguersi è un’impresa sempre più ardua, ma una volta trovata la chiave per differenziarsi, è essenziale tutelare questo carattere distintivo per evitare di essere copiati e rischiare di perdere la propria esclusività.
“La proprietà intellettuale tutela i beni immateriali che rendono unici i nostri prodotti”, riflette Francesco. “Per evitare spiacevoli situazioni, è importante giocare d’anticipo così da evitare che la concorrenza interferisca con il vostro successo, e soprattutto, qualora qualcuno provasse a violare la vostra proprietà intellettuale, avrete la legge dalla vostra parte”.
Un aspetto spesso sottovalutato dalle aziende è che l’iscrizione di una ditta nel registro di commercio non implica automaticamente la protezione del suo nome come marchio. Per questo motivo può essere opportuno registrare la ditta anche come marchio presso l’IPI o l’EUIPO, a seconda della strategia di mercato.
Inoltre, la normativa prevede che un marchio registrato debba essere oggetto di un uso effettivo entro cinque anni dalla registrazione. L’uso non può essere interrotto per più di cinque anni, altrimenti il titolare può essere dichiarato decaduto dai suoi diritti. Questo principio vale sia per i marchi svizzeri che per i marchi dell’Unione Europea.
Per chi sta considerando di proteggere la propria innovazione, il messaggio è chiaro: la proprietà intellettuale non è un costo, ma un investimento strategico. Marchi, brevetti e design sono veri e propri asset di importanza strategica per ogni realtà produttiva, ovunque nel mondo.
“Insieme al mio team di esperti all’interno di IPWay, abbiamo la possibilità di tutelare le tue idee e i tuoi progetti, nuovi o già sul mercato, proponendoti le soluzioni migliori per proteggere la tua attività sul territorio nazionale o internazionale”, conclude Francesco. “Il nostro obiettivo è assistere le aziende nell’efficace protezione e nell’incremento del valore delle loro attività
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La consulenza strategica in Proprietà Intellettuale è un elemento chiave per trasformare l’innovazione in valore concreto per le aziende.
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